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SERRAMENTI, RISPARMIO E DETRAZIONI

 

 Il serramento di una volta: semplice profilo in alluminio o in legno, vetro sottile e guarnizioni insufficienti ad evitare infiltrazioni d'acqua all'intero, tanta fredda aria invernale che entra dagli spifferi e tanta costosa aria calda che esce dai vetri troppo sottili: ancora in molte delle nostre abitazioni, abbiamo infissi costruiti con sistemi ormai largamente superati

Negli ultimi anni, tecnologia e molti studi, ci hanno permesso di fare passi da gigante dotandoci di: profili a taglio termico, sistema a giunto aperto e vetrocamera.

Parliamo di profilo a tagli termico quando, ad interruzione della continuità del metallo, vi è l'inserimento di una barra in poliammide a bassa conducibilità, in prossimità di una camere interna.

Il sistema di tenuta a giunto aperto invece è costituito da una guarnizione centrale montata sul telaio fisso, da una guarnizione antiacustica sulla battuta interna e l'applicazione di angoli vulcanizzati con lo scopo di evitare le infiltrazioni d'acqua. Nel caso in cui l'acqua penetrasse all'interno, questa viene drenata attraverso dei fori di scarico.

 

 

 

Il vecchio vetro mono-lastra oggi è stato sostituito dal vetrocamera, che altro non è che un vetro composto da più lastre separate da intercapedini d'aria. Variando lo spessore e le lavorazioni delle lastre interne e/ o esterne, lo spessore delle intercapedini, inserendo in esse gas Argon o Krypton, possiamo avere oggi una serie ampissima di possibilità di scelta: basso emissivi, antisfondamento, antirumore, selettivi...

 

 

 

Con questo sistema di costruzione dell'infisso si raggiungono elevate prestazioni di efficienza energetica, in costruzioni nelle quali questa era inesistente o inadeguata; si migliora il comfort e l'estetica degli ambienti interni; si riducono le emissioni inquinanti in atmosfera con lo sfruttamento delle energie rinnovabili e il contenimento dei consumi di energia. Otteniamo dunque risparmio energetico.

 

Il risparmio energetico, ovvero la riduzione del consumo di energia, oggi più di sempre diventa dovere morale e opportunità di risparmio personale insieme. La sostituzione di un infisso obsoleto (prima causa di dispersione termica) riduce notevolmente la trasmittanza termica dell'edificio, contribuendo a ridurre concretamente i costi per il riscaldamento d'inverno e per la climatizzazione d'estate.

 

Gli interventi di sostituzione dei vecchi infissi, rientrano tra gli interventi di riqualificazione energetica previsti ai fini dell'ottenimento delle detrazioni fiscali del 55% - recentemente prorogate sino al 31.12.2018.

 

Le detrazioni spettano a persone fisiche e giuridiche, proprietarie o affittuari di unità immobiliari.

Per beneficiare di tale detrazione l'immobile deve essere accatastato o con richiesta di accatastamento in corso e ICI versata, se dovuta; essere dotato di impianto di riscaldamento; in caso di demolizione, è ammessa a detrazione la sola "fedele ricostruzione” ; in caso di ristrutturazione senza demolizione, in presenza di ampliamenti, la detrazione compete solo per spese riferibili alla parte esistente.

L'intervento di sostituzione dei vecchi infissi deve delimitare un locale riscaldato verso l'esterno o verso vani non riscaldati e deve assicurare un prestabilito valore di trasmittanza termica.

Per poter accedere alle detrazioni, è necessario effettuare i pagamenti mediante bonifico bancario o postale in cui siano ben evidenziate la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione, il codice fiscale o partita IVA del soggetto a cui favore è stato effettuato il bonifico. Tali documenti assieme a alla qualificazione energetica ed all'asseverazione del professionista vanno, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, trasmessi all'Enea, il quale, al buon fine della trasmissione, riliscia ricevuta dell'invio, che andrà a sua volta conservata a carico dell'utente ed esibita in caso di controllo dell'Agenzia delle Entrate. Il cliente poi provvederà a detrarre il 65% di quanto speso dalle imposte a suo debito con la dichiarazione dei redditi relativa all'anno in cui ha sostenuto le spese.

 

 

 

 

 

 

 

LA CALDAIA A CONDENSAZIONE

  La situazione energetica attuale degli edifici abitativi italiani, ad eccezione di quelli di recente costruzione rispettosi delle ultime normative, presenta due problemi urgenti. Il primo: la maggior parte degli impianti in essi installati sono obsoleti e sovradimensionati, causando consumi ingiustificati, bollette salatissime in questi anni di crisi e gravi danni all’ambiente. Il secondo: la maggior parte degli utenti possiede impianti di questo tipo ma non ha fatto ancora niente per cambiarli, a causa di una scarsa informazione sui più moderni sistemi impiantistici e sui risultati in termini di risparmio energetico che questi sono in grado di garantire.

 

Una delle tante soluzioni tecnologiche, alla portata di mano e di portafoglio per chiunque, è sicuramente la caldaia a condensazione. Nata negli anni ottanta del secolo scorso, si è perfezionata in questi ultimi anni raggiungendo il massimo dell’efficienza e affidabilità. Si differenzia dalle normali caldaie, anche da quelle definite “ad alto rendimento” perché recupera una gran parte del calore latente contenuto nei fumi espulsi attraverso il camino. La particolare tecnologia della condensazione consente infatti di raffreddare i fumi fino a farli tornare allo stato liquido saturo e con il calore recuperato, preriscaldare l’acqua di ritorno dall’impianto di riscaldamento. In questo modo, nelle migliori condizioni, si abbassa la temperatura dei fumi in uscita dalla caldaia fino a 40 °C ben inferiori ai 140~160 °C delle caldaie ad alto rendimento e ai 200~250 °C dei generatori di tipo tradizionale permettendo di “catturare” la gran parte del calore che esce dal camino.

  

 

 

I vantaggi economici con questo tipo generatore di calore si possono così brevemente riassumere:

- Per produrre acqua calda ad uso sanitario alla temperatura di 60 °C si raggiungono risparmi del 15-20%;

- Per riscaldare abitazioni con impianto tradizionale a radiatori si ottengono risparmi del 25-30%, a patto però di usare acqua a temperatura più bassa di quella convenzionale;

- Il massimo delle prestazioni con un risparmio energetico superiore al 40% si ottiene abbinando la caldaia a condensazione con un impianto di riscaldamento a pavimento.

Di cosa si tratta? Il riscaldamento detto anche radiante si ottiene dal basso grazie alla posa sul pavimento di tutta la casa di particolari pannelli isolati entro i quali sono stese delle tubazioni a serpentina. All’interno, scorre l’acqua oppure uno speciale liquido riscaldato ovviamente a bassa temperatura che diffonde il calore. Il vantaggio di questo connubio, oltre al risparmio notevolissimo sopra descritto, permette di avere un gradiente termico molto elevato dovuto all’uniformità del caldo senza zone d’ombra o punti in cui faccia troppo caldo o troppo freddo.

 

 

 Per non rompere i pavimenti e quindi mettere sottosopra tutta la casa, può essere utilizzata la soluzione con il mix caldaia a condensazione e impianto radiante a soffitto ottenendo gli stessi benefici sia per quanto riguarda il risparmio energetico che l’uniformità del riscaldamento.

Un ulteriore vantaggio e rispetto dell’ambiente, tanto necessari in questi tempi, si può ottenere installando la caldaia a condensazione integrata da pannelli solari che sfruttando l’energia del sole portano risparmi sull’ordine del 50~60 % sempre che si usi per il riscaldamento acqua a temperatura al di sotto dei 50-55 °C.

Infine la sostituzione del vecchio generatore di calore con l’installazione di una caldaia a condensazione, in base al Decreto Legge “Salva Italia” n. 201 del 6 dicembre 2011, permette ancora di usufruire degli incentivi del 65% che abbassano notevolmente il costo dell’operazione.

L’energia consumata per riscaldare le nostre abitazioni e per produrre acqua calda sanitaria rappresenta il 30% dei consumi energetici nazionali e rappresenta circa il 25% delle emissioni nazionali di anidride carbonica, una delle cause principali dell’effetto serra e del conseguente innalzamento della temperatura del globo terreste.

 

Sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione è uno dei tanti interventi di risparmio energetico e significa:

- Consumare meno energia e ridurre subito le spese di riscaldamento;

- Migliorare all’interno delle abitazioni il livello di confort ed il benessere di chi soggiorna e vi abita;

- Partecipare allo sforzo nazionale ed europeo per ridurre sensibilmente i consumi di combustibili fossili;

- Proteggere l’ambiente in cui viviamo e contribuire alla riduzione dell’inquinamento;

- Investire in modo intelligente e produttivo i nostri risparmi.

Scusate se è poco!